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Sangha di Milanonella tradizione di Thich Nhat Hanh

Il numero degli inviti

Il linguaggio della campana

Risveglio – Invito

Tra il risveglio della campana e il successivo invito è necessario lasciar passare sempre qualche istante, per permettere ai presenti di essere pronti all’ascolto.

3 Inviti

Scandiscono sempre l’inizio e la fine di tutte le pratiche, eccetto la meditazione silenziosa. Il ritmo dei tre suoni varia a seconda della pratica.

Esempio:

  • Prima della meditazione il ritmo è lento (i suoni sono distanziati), quindi, tra un invito e l’altro, è bene tenere tre respiri tranquilli.
  • I tre inviti di campana grande concludono anche ogni serata di pratica.

Anche il ritmo fa quindi parte del linguaggio: un’indicazione utile può essere quella di invitare la campana verso la fine della vibrazione, prima che il suono smetta completamente.

2 Inviti

In genere suggeriscono che qualcosa si è concluso, ma qualcos’altro prosegue, sotto diversa forma. In genere i due inviti sono sempre ravvicinati.

Esempi:

  • Nella meditazione del cibo durante le serate del sangha i due suoni segnano la fine della pratica silenziosa e il proseguimento della meditazione del cibo, con la possibilità di parlare e di alzarsi dal posto.
  • Sia nelle serate dedicate ai Sutra che in quelle dedicate agli Addestramenti i due inviti indicano la fine della lettura e l’inizio del canto.
  • Un’eccezione è quella delle Prosternazioni, dove i due inviti indicano l’ultima Prosternazione.

1 Invito

È un richiamo d’attenzione, uno stacco per riportare l’energia delle persone nella corretta direzione, evitare dispersioni e tornare al proprio respiro.

Esempio:

  • Durante le condivisioni in caso di emozioni forti, di tensione e di interventi troppo lunghi che non rispettano le modalità o lo spirito della condivisione.