Meditazione del cibo
Il ruolo del Maestro di campana nelle pratiche
Siamo ormai seduti dopo aver preso il nostro piatto.
Il Maestro di campana risveglia la campana piccola, la invita, la arresta e dice:
“Cari amici, siamo invitati a mangiare in presenza mentale, a gioire del cibo e della presenza degli amici intorno a noi, e a non lasciarci trasportare da pensieri inutili. Al prossimo suono di campana meditiamo sulle cinque contemplazioni del cibo”
Di nuovo un invito e un arresto, per dare il via alla persona incaricata di leggere le cinque contemplazioni del cibo, di cui sono riportate qui di seguito le ultime due versioni:
“Questo cibo è un dono dell’intero universo e il frutto di molto amore e cura,
Che noi possiamo accogliere questo cibo in piena consapevolezza e con gratitudine,
Che noi possiamo vedere gli stati mentali non salutari, come avidità, impazienza, rabbia e paura, e imparare a trasformarli.
Che noi possiamo assumere soltanto cibo che ci nutre e che fa bene alla salute.
Accettiamo questo cibo per realizzare la via della comprensione e dell’amore.”
oppure
“Questo cibo è un dono della terra, del cielo, di numerosi esseri ed è frutto di molto lavoro.
Che noi possiamo mangiare in consapevolezza e gratitudine in modo da essere degni di ricevere questo cibo.
Che noi possiamo riconoscere e trasformare le formazioni mentali non salutari, specialmente l’avidità.
Che noi possiamo assumere solo cibo che ci nutre e che previene le malattie.
Accettiamo questo cibo per coltivare la fratellanza, costruire il sangha e nutrire la nostra aspirazione di servire tutti gli esseri viventi.”
Si conclude con un invito di campana piccola.
A metà pasto, dopo circa un quarto d’ora, il MdC risveglia la campana piccola e la invita due volte (suoni ravvicinati). Di solito, nelle nostre meditazioni del cibo agli incontri del sangha, questo è il segnale che indica il termine del silenzio e l’inizio della condivisione. È bene che il MdC lo espliciti dicendo ad esempio: “Questi due inviti segnano la fine del silenzio e l’inizio della condivisione” oppure “Adesso potete alzarvi per prendere altro cibo” ecc.
Vedi anche la pratica della meditazione del cibo.