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Sangha di Milanonella tradizione di Thich Nhat Hanh

Gestualità

Il linguaggio della campana

In linea generale, le due mani lavorano sempre in sincrono. La ritualità dei gesti serve anche ad infondere intensità, spessore e consapevolezza al Maestro di campana. Qui di seguito sono elencati tutti i gesti necessari per invitare la campana, ma la lettura di quanto segue è assolutamente un optional: è assai più semplice farlo, che leggerlo! È invece importante ricordare ancora che:

  • Per apprendere l’uso della campana è indispensabile seguire un training pratico ed essere istruiti da un Maestro di campana esperto.
  • Un altro ottimo esercizio per interiorizzare questa pratica è osservare con attenzione i gesti dei Maestri di campana, utilizzando quindi un atteggiamento attivo.

Gestualità del risveglio (e dell’arresto)

Prima di cominciare tre respiri tranquilli. Poi il MdC si inchina alla campana grande, congiungendo le mani a forma di loto; la mano destra prende il batacchio, mentre la sinistra tocca l’avambraccio destro.

Si appoggia il batacchio a terra in verticale; se non è possibile, su una coscia. La mano sinistra si appoggia sopra il batacchio e la destra sopra la sinistra. La mano sinistra solleva il batacchio e la destra lo impugna. La sinistra va quindi portata all’altezza del petto e tenuta dritta, come quando ci si inchina.

La mano destra, impugnando il batacchio, lo avvicina al bordo della campana: il batacchio si ferma quando tocca la campana, rimanendo appoggiato al bordo stesso.

Gestualità dell’invito (dopo il risveglio)

La campana va sempre invitata avvicinando la parte superiore del batacchio, in posizione il più verticale possibile, al bordo della campana, mai battendo sopra o lateralmente, sulla pancia della campana (vedi disegno).

Sì
No

Si muove solo il braccio destro, mentre tutto il corpo resta rilassato, in posizione verticale e stabile. La mano sinistra rimane ferma e dritta all’altezza del petto, come quando ci si inchina.

Tra un invito e l’altro si inspira e si espira tre volte (a volte due). L’ultimo invito va fatto sulla terza espirazione.

Dopo l’ultimo invito, per riporre il batacchio: la mano sinistra torna ad appoggiarsi sull’avambraccio destro, accompagnando così il braccio destro sino al piccolo tappeto su cui depositerà il batacchio. Le due mani si congiungono per formare un loto e si termina inchinandosi alla campana.

Gestualità con la campana piccola

Il MdC si inchina alla campana piccola, congiungendo le mani a forma di loto; prende la campana con una mano e la appoggia al palmo aperto dell’altra mano, in modo che il contatto fra campana e mano sia il minimo possibile (perché smorza il suono della campana); con l’altra mano prende il batacchio.

Mantenendo le due mani una a contatto con l’altra, le solleva portando la campana all’altezza del proprio viso e, tenendola davanti a sé, durante un’inspirazione risveglia la campana, cioè produce un piccolo, breve suono appoggiando il bastoncino al bordo della campana.

Durante l’espirazione successiva, invita la campana a suonare un suono pieno. Durante il suono il MdC mantiene la mano che regge la piccola campana e quella che regge il batacchio accostate, la campana davanti ai propri occhi, e ascolta il proprio respiro.