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Sangha di Milanonella tradizione di Thich Nhat Hanh

Meditazione silenziosa preceduta dal canto della sera

Il ruolo del Maestro di campana nelle pratiche

Tavola illustrata in fondo alla pagina.

Il canto della sera deve essere abbastanza veloce e ritmato: le parole non vanno allungate come nei canti di chiesa. Il coro deve comunque seguire ed adattarsi al ritmo del Maestro di campana, anche se questi non dovesse intonarlo perfettamente.

Il canto della sera è preceduto dal risveglio deciso più sette inviti ravvicinati (1 respiro), di cui il quarto e il quinto consecutivi, in questa sequenza:

[suoni ravvicinati – mezzo respiro prima e dopo i due inviti di seguito]

Dopo il settimo invito, il MdC intona il canto e, alla fine di ogni verso, sull’ultima sillaba invita una sola volta la campana. Ecco il testo del canto:

Siedo eretto e stabile

Sotto l’albero della bodhi

Corpo, parola e mente in unità

Senza giudicare il giusto o l’errato.

Mente e corpo dimorano

Nella presenza mentale

lascio la sponda delle illusioni

e riscopro la mia vera natura

Questi inviti ‘a scalare’ indicano che il ritmo deve essere sempre più veloce; solo l’ultimo della sequenza è di nuovo forte. Questi inviti calanti sono simili al movimento di una pallina da ping pong che rimbalza pian piano, sempre meno, sino a fermarsi.

Dopo l’ultimo invito forte inizia l’omaggio al Buddha Sakyamuni, intonato una volta dal Maestro di campana-solista, una volta dal coro, per tre volte.

MdC] Namo Sakyamunaye Buddhaya [un arresto appena finito di cantare – pausa breve]

Coro] Namo Sakyamunaye Buddhaya [un invito sull’ultima sillaba]

MdC] Namo Sakyamunaye Buddhaya [un arresto appena finito di cantare – pausa breve]

Coro] Namo Sakyamunaye Buddhaya [due inviti sulla penultima e ultima sillaba]

MdC] Namo Sakyamunaye Buddhaya [un arresto appena finito di cantare – pausa breve]

Coro] Namo Sakyamunaye Buddhaya [un invito sull’ultima sillaba]

Dopo la fine del canto, il MdC fa tre respiri e poi pronuncia la frase:

“Nobile Comunità, portiamo la nostra mente nella meditazione”
seguita da tre inviti distanziati (tre respiri tranquilli).

Dopo circa venti/venticinque minuti dalla fine del canto il Maestro di campana pone termine alla meditazione silenziosa con un delicato risveglio di campana (se necessario la può risvegliare una seconda volta, un po’ più forte) e un solo invito.

Quando la campana smette di vibrare invita i presenti a ‘sciogliere la posizione’ e a massaggiare le gambe.

È importante lasciar passare un tempo ragionevole, prima di suonare la campana piccola per alzarsi: le persone poco agili o non più giovani hanno ritmi più lenti.

Quindi, dopo aver osservato che la situazione della sala sia stabile, il MdC si inchina alla campana piccola, la risveglia e la invita una volta.

Tutti si alzano. Il MdC fa un altro invito, ci si inchina gli uni agli altri e si prosegue la serata secondo il programma.

Tavola illustrata: Canto della sera

[ ritmo veloce - inviti ravvicinati - mezzo respiro ]

Siedo eretto e stabile [ un invito alla fine di ogni verso, mentre si canta l’ultima sillaba ]

sotto l’albero della Bodhi,

corpo parola mente in unità

senza giudicare il giusto o l’errato.

Mente e corpo dimorano

nella presenza mentale;

lascio la sponda delle illusioni,

e riscopro la mia vera natura.

[ una volta il Maestro di campana-solista, una volta in coro per tre volte ]

MdC] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ un arresto appena finito di cantare ]

Coro] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ un invito cantando l’ultima sillaba ]

MdC] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ un arresto appena finito di cantare ]

Coro] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ due inviti cantando la penultima e l’ultima sillaba ]

MdC] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ un arresto appena finito di cantare ]

Coro] Namo Sakiamunaye Buddhaia [ un invito cantando l’ultima sillaba ]

[ dopo il canto, una pausa silenziosa - almeno tre respiri ]

MdC] Nobile Comunità, portiamo la nostra mente nella meditazione.

[ tre inviti distanziati - tre respiri ]