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Sangha di Milanonella tradizione di Thich Nhat Hanh

Meditazione seduta guidata

Il ruolo del Maestro di campana nelle pratiche

Es. sul respiro o sulle sensazioni del corpo.

Con la meditazione guidata, non c’è il canto.

Quando tutti sono comodamente seduti, il MdC legge la meditazione fino al punto in cui il testo ci chiede di porre la nostra attenzione ai tre suoni di campana. Il MdC si mette allora in contatto con la campana e, dopo tre respiri, fa un risveglio deciso e tre inviti distanziati (tre respiri tra l’uno e l’altro).

Il MdC continua poi a leggere, con le debite pause. Per dare le indicazioni con un ritmo “giusto”, cioè non troppo veloce (che non dà un tempo sufficiente ad applicare l’indicazione ricevuta), né troppo lento (che lascia troppo spazio alla mente di disperdersi), è molto importante che il MdC applichi su di sé, anche se è seduto, ogni indicazione.

Le indicazioni vanno lette con voce ben udibile da tutti, pronunciando chiaramente ogni parola, con un tono calmo, ma non soporifero: lo scopo è quello di aiutare tutti a mantener viva l’attenzione, e spesso, agli incontri serali arriviamo tutti un po’ stanchi, per cui è facile cadere nel torpore.

Il MdC continua a leggere fino a quando il testo indica di suonare di nuovo: un risveglio soft e tre inviti di campana concludono così la meditazione seduta guidata.

Quando l’ultima campana smette di vibrare, il MdC invita i praticanti a “sciogliere la posizione” e a massaggiarsi le gambe.